L’associazione

Come nasce l’ANPA

Nella seconda metà degli anni 90 Furio Venarucci e Onofrio Caporaso, all’epoca ai vertici della UIMEC e della COPAGRI tentano di dare una svolta al sindacalismo agricolo italiano. Una lunga battaglia compiuta a fianco di Sante Ricci, storico sindacalista della CISL, che amava dire a proposito della COPAGRI che si sarebbe trattato non di una nuova organizzazione ma di una organizzazione nuova, per indicare così il profondo cambiamento rispetto a quello che era il sindacato agricolo di quegli anni.


Su questa linea e per questo obiettivo per anni si sono mossi Venarucci e Caporaso alla testa dei tanti agricoltori che ormai si trovavano stretti nel sindacato confederale ma anche in una COPAGRI incapace di decollare per diventare una vera organizzazione agricola moderna e diversa dalle altre. Purtroppo le resistenze interne a CISL e UIL e gli interessi legati alle due organizzazioni più grandi impedirono a Ricci, Caporaso e Venarucci di arrivare a quella che sarebbe dovuto essere la naturale conclusione della vicenda COPAGRI. Così quando fu chiaro che non era più possibile mantenere all’interno delle Confederazioni dei Lavoratori Dipendenti gli imprenditori agricoli,  Venarucci, che pure aveva il sostegno dell gruppo dirigente della UIMEC, rimise il mandato di Presidente Nazionale essendo chiaro, dopo il lungo contenzioso con la UIL durato quasi un anno, che non sarebbe stato possibile raggiungere l’obiettivo richiesto con forza dalle imprese agricole. Nonostante le insistenze della Confederazione insieme a Venarucci sarebbero usciti anche Caporaso e molti dirigenti territoriali disposti a rischiare per quella che allora sembrava una vera e propria “follia” sindacale.
Purtroppo la UIL non aveva voluto capire che gli interessi dell’impresa erano ormai molto cambiati negli ultimi vent’anni e che i tempi erano maturi per realizzare quelli che erano gli obiettivi della COPAGRI: il raggiungimento dell’autonomia dai sindacati dei lavoratori dipendenti e la costruzione dell’unità del mondo agricolo.
Si chiudeva così una pagina che oggi, a dieci anni di distanza, ha portato lo storico sindacato dei Coltivatori Diretti della UIL all’interno del sindacato dei dipendenti che organizza gli operai agricoli.

Così il 18 febbraio del 2000 nasce l’ANPA, una associazione organizzata su base territoriale, dove la struttura nazionale ha una funzione di coordinamento delle istanze che provengono dal territorio.  Una sfida lanciata dieci anni fa da Venarucci e Caporaso che lungo questi anni ha dimostrato di essere fondata su una idea vincente capace di dare alle imprese agricole le risposte che cercano.

6 Comments to “L’associazione”
  1. gigetta scrive:

    Buongiorno, desidero porre l’attenzione sul fatto che nelle amministrazioni comunali esiste la commissione agricoltura della quale fanno parte i rappresentanti dei tre sindacati storici : coldiretti, unione e cia . Mi chiedo perchè non ci sia anche un rappresentante della nostra associazione ANPA. Qualcuno mi sà rispondere. Grazie

  2. Venarucci scrive:

    Purtroppo molte amministrazioni comunali seguono le vecchie logiche che sono le stesse che hanno condotto l’agricoltura nelle condizioni in cui si trova oggi. Avere una voce indipendente e molte volte fuori dagli schemi non è gradito. Naturalmente sta anche ai nostri agricoltori che stanno sul territorio insistere con i comuni per farsi inserire e in qualche caso ci riescono

  3. gigetta scrive:

    ringrazio per la gentile risposta. Mi permetto di far notare , però, che non abbiamo strumenti sul territorio per poter svolgere questa azione. Mi spiego meglio. Non sono al corrente che esista un consiglio di zona o di sezione (come per la coldiretti ad esempio)da cui poi escono i nomi delle persone da proporre alle amministrazioni comunali. Quindi, non posso io singola allevatrice decidere di propormi nel mio comune. Quando ho chiesto al nostro sindaco da chi era composta la commissione agricoltura infatti mi ha risposto” dai rappresentanti delle 3 associazioni agricole” ed io ho ribadito” ne esiste un altra sul nostro territorio…..

  4. Venarucci scrive:

    Purtroppo o per fortuna l’ANPA non ha la stessa organizzazione della Coldiretti. Il nostro spirito libero ce lo ha impedito. Questo naturalmente può creare qualche problema nella misura in cui il gruppo di agricoltori che opera sul territorio decide di gestire o no i rapporti con gli enti locali. Comunque in base alla zona dove opera posso essere più preciso. Per quanto riguarda il suo sindaco mi dispiace. Il mio, per fare un esempio, ha utilizzato un nostro operatore, naturalmente gratis, per dare informazioni agricole ai cittadini che lo richiedevano e che magari erano iscritti ai 3 che non avevano tempo per fare la stessa cosa. Qui purtroppo per la nostra agricoltura è una lotta giornaliera dalla quale non si sa come riusciremo ad uscire. Speriamo bene!

  5. gigetta scrive:

    Le scrivo dalla provincia di Cuneo.(piemonte)

  6. Venarucci scrive:

    Visto che paghiamo i contributi all’INPS intanto possiamo darci del tu. L’Anpa a Cuneo esiste, segue oltre 600 aziende e “lotta” contro tutti gli altri sindacati che mal digeriscono la sua presenza. Abbiamo fatto quest’anno una grande iniziativa a Cherasco per parlare delle cose che interessano noi agricoltori con il prof. Frascarelli alla presenza di Arpea e della Regione. Conosco personalmente l’assessore Sacchetto che è un frutticoltore, competente in materia agricola e che sono convinto sia anche una persona perbene. Purtroppo non abbiamo potere decisionale perchè per volere di qualcuno l’ANPA è lasciata fuori dai tavoli. Ma questo vuol anche dire che chi sta ai tavoli è responsabile della nostra drammatica situazione di oggi. Nonostante tutto su ogni problema che ci troviamo davanti inviamo documenti e facciamo pressioni per risolvere i problemi delle nostre aziende. E non abbiamo mai chiesto una lira per pagare i nostri dipendenti perchè preferiamo pagarceli da soli.
    Nel 2002/2003 dove ci sono state le elezioni Amministrative, Anpa ha chiesto a tutte le amministrazioni comunale dove è presente con degli iscritti di nominare un proprio rappresentante in seno alla Commissione Agricoltura. Qualcuno lo ha nominato; poi è seguita una lettera di Coldiretti ai 250 comuni della provincia dove invitavano le Amministrazioni a non nominare rappresentanti Anpa in quanto associazione non rappresentativa come se la rappresentatività la potesse decidere la Coldiretti. Ricordo che qualche Comune ci ha revocato il rappresentante del quale ci aveva appena chiesto il nominativo per la nomina. In altri siamo presenti. Per più approfondite informazioni puoi rivolgerti ai nostri uffici che trovi elencati su http://www.anpanazionale.it
    Una ultima cosa. Poniamoci una domanda: è meglio essere o apparire. Voglio dire che stare dentro organismi che non servono significa solo sprecare risorse pubbliche per avere la targetta del io esisto perchè sono nominato. A noi interessa più essere concreti.

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