DESTINAZIONE PIOVAROLO di Furio Venarucci

febbraio 16, 2012 No Comments

Ricorderete tutti il Film. La Quaglia Antonio (Totò) vince, nel 1922, un concorso per 850 posti di capostazione di III classe. Arrivato ultimo in graduatoria viene destinato a Piovarolo, sperduto paesino, dove ogni giorno ferma soltanto un accelerato. Il clima è piovoso, non ci sono svaghi se non un circolo culturale dove un ex trombettiere di Garibaldi racconta di continuo il racconto dell’episodio dove l’eroe dei Due Mondi dice “Qui si fa l’Italia o si muore”. Poi passa il treno che porta a Roma le camicie nere e finisce un’epoca. La Quaglia è oppresso dalla monotonia di quell’esistenza, che solo la speranza di un trasferimento rende tollerabile. Passano gli anni e finalmente si presenta una buona occasione per far valere direttamente le sue ragioni quando, per timore di una frana, deve fermare il treno sul quale viaggia il Ministro delle Comunicazioni. Totò segnala il suo caso al Ministro, che si mostra incompetente e svagato e gli fa delle vaghe promesse. Ripartito il treno, il segretario avvertirà il Ministro dei pessimi precedenti di carriera di La Quaglia e questi rimarrà a Piovarolo per sempre.

Ora che c’entra tutto questo con noi agricoltori? C’entra, eccome se c’entra! Noi abbiamo vinto il concorso della vita, abbiamo imparato ognuno nel suo campo qualcosa di unico, sappiamo tutti fare il nostro mestiere che è ricavare dalla terra o dagli animali quello che serve a noi e agli altri per vivere e scusate se è poco. Ma alla fine ci hanno mandato anche a noi a Piovarolo, un Paese dove si fa fatica a vivere e dove i nostri figli, come la figlia di Totò,  non vogliono più stare. Come Antonio La Quaglia abbiamo creduto di poter risolvere tutto chiedendo udienza tramite chi doveva rappresentarci riunendoci plaudenti sotto bandiere di diversi colori a secondo delle nostre convinzioni politiche. Oggi, come il capostazione crediamo che basti parlare con un Ministro e essere ricevuti in una commissione parlamentare per risolvere i nostri problemi e non ci rendiamo conto che siamo e resteremo a Piovarolo. Alla fine del film Totò li resta ma io non ne ho nessuna voglia! So con certezza che serve un salto di qualità per risolvere i nostri problemi. Ma quale? Cambiare le grandi organizzazioni? Non è possibile e lo sapete tutti e sapete anche i motivi. Unificarle in una sola? Ma andiamo, conoscete qualcuno che lascia una poltrona ben pagata perché ci si unifica? Io ci ho provato lasciando quella dove ero seduto ma sono rimasto il solo e l’unica cosa che è cambiata in dodici anni sono stati i sederi ma le poltrone sempre quelle sono! Quindi figuriamoci. Allora che fare? C’è solo una cosa da fare ed è mettere insieme i tanti capistazione dei tanti Piovarolo che esistono e fare qualcosa di veramente nuovo. Oggi stiamo registrando lo Statuto della Confederazione Italiana Liberi Agricoltori. Abbiamo  oggi un gruppo di molte decine di Associazioni Territoriali che già si gestiscono in modo federale a cui aderiscono oltre 50mila aziende agricole molte delle quali sono di media e grande dimensione. E questo lo dimostreremo alle Istituzioni codici fiscali alla mano. Sarà il territorio a decidere le politiche che saranno portate nelle Istituzioni dove siamo già accreditati e dove, tanto più saremo capaci, tanto più avremo di quanto ci serve. Oggi parte il percorso costituente che è aperto a tutti quelli che sono interessati a lavorare, gratis, a questo progetto. Abbiamo tutto quello che necessita a  fare bene quello che ci serve: andarcene da Piovarolo. Posso partecipare tutti gli agricoltori? Certo, se sono da soli aderendo alle Associazioni Territoriali già presenti  se sono già organizzati in gruppi o Associazioni partecipando con il proprio gruppo alla fase costituente che sta partendo. Regole semplici per gente semplice che ha problemi complicati da risolvere. Certezze? Una! Non farò il Presidente. Modo di lavorare? Semplice! Il territorio dispone e chi ne avrà il compito cercherà di realizzare. Informazione? Tutti sanno tutto. Non esisteranno livelli di informazione diversi. Si lavorerà magari discutendo ma per risolvere veramente i problemi di tutti. Nei LiberiAgricoltori non avrà mai ragione chi strilla di più. Gli agricoltori sono sempre stati gente seria. Gente che ha sempre distinto anche nei secoli passati l’istruzione dalla educazione. Bene! Noi saremo una organizzazione sicuramente educata e spero istruita. Saremo ruvidi se ci sarà bisogno. Organizzeremo quello che serve quando il territorio deciderà di farlo ma saremo attenti perché di tutto abbiamo bisogno meno che le nostre famiglie debbano avere anche problemi legati a nostre azioni fatte fuori dalle regole del codice penale. Le nostre azioni dovranno risolvere problemi e non crearne altri. Molto probabilmente non avremo rapporti con le altre organizzazioni. La LiberiAgricoltori non sarà corteggiabile e quindi non essendo assorbibili saremo combattuti per ogni centimetro che dovremo conquistarci. Certo sarà diverso per le Associazioni Territoriali che potrebbero subire il fascino della vita agiata ma quelli che conosco hanno già detto no tante volte e continueranno a farlo. Ognuno di noi deciderà di avere i rapporti che vorrà con la politica. La Confederazione non garantirà mai voti a nessuno. Ai miei amici che fanno politica ho sempre detto i voti le organizzazioni li promettono ma poi li danno solo ai loro uomini, che sono quelli che mettono nella politica a tutela dei propri interessi organizzativi. Noi non abbiamo interessi organizzativi da tutelare e quindi non abbiamo voti da dare a nostri uomini. Ma, al politico aggiungo sempre: “Te fai qualcosa per l’agricoltura e per gli agricoltori e vedrai che i voti ti arriveranno da soli”.

Insomma io da Piovarolo me ne voglio andare, voglio fare il Capostazione a Santa Maria Novella, alla Centrale di Milano, alla Stazione Termini! Voglio che mi venga restituito tutto quello che mi è stato tolto in questi ultimi trenta anni, dalla dignità ai soldi sottratti con mille scuse da tutti quelli che ci girano intorno. Dai trasporti, al commercio grande e piccolo, alla Industria Alimentare. Se qualcuno vuole avventurarsi con noi e ha un codice fiscale può farlo. Ma ricordate che anche se oggi bloccate le strade ferrate o la Salerno Reggio Calabria, siete alla fine coccolati dalle mille persone che vi vengono intorno. Da domani sarete combattuti da tutti perché facciamo paura al sistema. Facciamo paura alle Organizzazioni che ci temono perché li combattiamo sul loro terreno chiedendo la fine dei privilegi che hanno, facciamo paura alle Istituzioni perché contestiamo l’impianto sindacalburocratico costruito dalle Regioni e dalle Amministrazioni Centrali a servizio della casta sindacale, della politica e dei poteri forti. E lo facciamo da dentro e con le carte in mano. Insomma vi sembrerà comico ma oggi è il momento di scegliere: o con noi per scardinare il sistema o con i sindacati per continuare nel vecchio gioco dei ruoli del triangolo Sindacati, Politica e Contestazione fine a se stessa. Un triangolo che non ha mai prodotto niente nè per la mia famiglia nè per il mio Paese!

E per parafrasare il garibaldino trombettiere del film …. amici qui o si salva l’agricoltura o si muore!!!

ora basta per favore

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