IL PAESE DEI BALOCCHI di Furio Venarucci
febbraio 4, 2012 No CommentsMi ricordo qualche lustro fa, quando i cinesi erano conosciuti solo per i rari ristoranti e non perchè si stavano comprando il mondo, le infinite discussioni se l’Italia fosse ancora il settimo paese più industrializzato o fosse già diventato il sesto o addirittura il quinto. Erano i tempi in cui c’era stato il miracolo del nord-est ed era il momento in cui sembrava che nessuno potesse competere con l’Italica intelligenza. Sono passati solo pochi decenni e il Paese dei Balocchi di collodiana memoria è rimasto tale solo per una ristretta cerchia di privilegiati che hanno arraffato tutto il possibile lasciando agli altri solo i debiti da pagare.
Un Paese dove, per qualche centimetro di neve e qualche grado sottozero, il Sindaco di Roma addossa il suo fallimento al metereologo che ha previsto 35 mm di precipitazioni invece che 50. Ma non vi sentite presi in giro? Ma secondo voi esiste una persona in tutto il mondo che ancora crede nelle previsioni del tempo che, da quando imperava il mitico colonnello Bernacca, non hanno mai previsto nulla di esatto. Ora come è possibile che in un Paese come il nostro, che si definisce moderno, in Toscana ci siano centinaia di famiglie che restano senza luce per tre giorni mentre altre sono bloccate in casa giorni per un po’ di neve. Come è possibile che i treni si fermino perché fa freddo? Ma stiamo definitivamente diventando pazzi? Ma dove nevica sempre come fanno? Stanno a casa? No, vivono normalmente. Chi fa la raccolta del latte, raccoglie, chi rifornisce i supermercati, porta i generi di prima necessità, chi fa il fornaio, sforna il pane e così via. Qui da noi è tutta un’altra storia. Oggi alla Coop all’una e mezza non c’era più frutta, non c’era più verdura, finito il latte fresco e anche quello conservato. Più che una nevicata sembrava scoppiata la guerra nucleare. Bene mi dispiace per i professori che ci governano, e che per quanto riguarda cose come l’agricoltura non mi sembrano che abbiano studiato la lezione a dovere, ma oggi posso dire che ancora non ne hanno messa dritta una buona! E a me questa Italia così non piace più. I sindaci hanno le proprie responsabilità ma anche noi italiani ci mettiamo tutto l’impegno utile a rovinare tutto. Migliaia di persone che vanno in giro senza le attrezzature necessarie per la neve sapendo bene che poi si troveranno nei guai come succede esattamente tutti gli anni. Questi siamo noi e questo è il nostro Paese. Ai giovani che leggono questo pezzo un consiglio: andatevene via. Questo è un Paese che non ha più nulla da offrire. Non conta il merito, chi ti vuole salvare ti mette sul lastrico perché non conosce ne le tue condizioni ne quelle della tua impresa, chi ti vuole liberalizzare liberalizza solo i modi che saranno utilizzati per rovinarti se ancora non ci sei riuscito da solo, chi ti vuole semplificare semplifica solo il lavoro di chi ti potrà spolpare quel poco grasso che ancora hai intorno all’osso. Non abbiamo più una classe dirigente degna di questo nome! Con le dovute ma inutili eccezioni, la politica, le rappresentanze sindacali e professionali, il mondo imprenditoriale, quello bancario, quello universitario e quello del giornalismo sono del tutto inadeguati alle nostre aspettative. Per questo dico ai giovani di trovare altrove il proprio futuro. Qui hanno futuro solo i figli d’arte, i rampolli del sistema, quelli che avranno il futuro assicurato dalla pochezza di questo Stato che non riesce nemmeno ad esprimere un governo che sappia affrontare i problemi veri delle persone. Come fa un giovane a fidarsi di questa nazione investendoci la sua vita? Meglio andare via se hai delle capacità che restare. Per chi ha la mia età non c’è speranza, abbiamo lottato e abbiamo perso. Ma un giovane può farcela. Andate via da questo paese dei balocchi…il mondo vi sorriderà!
ora basta per favore
