SAREBBE BASTATO COSI’ POCO di Furio Venarucci

gennaio 29, 2012 No Comments

Oggi mi dedico al ripescaggio. Questo è un pezzo che ho scritto ai tempi di Pandolfi e mentre dilagava la discussione sull’ora di religione  e quindi siamo quindi a metà degli anni 80. L’ho ritrovato anch’esso tra mille scartoffie. Se solo avessimo fatto quel poco che serviva oggi ci sarebbe un’altra agricoltura e non avremmo bisogno di seguire tutti i pifferai magici che escono come funghi a ogni latitudine!!

Parlare di agricoltura in Italia diviene ogni giorno più difficile perché ogni giorno aumenta il differenziale di serietà che esiste tra l’imprenditore agricolo e chi dell’imprenditore dovrebbe difendere gli interessi e risolvere i problemi. E questo non perché l’agricoltore abbia smesso di ridere di fronte ai continui scippi operati ai suoi danni, ma perché la serietà complessiva di chi sta nella stanza dei bottoni diminuisce ogni giorno sempre di più. Se portiamo la memoria a qualche giorno fa e ricordiamo lo strenuo impegno messo dai nostri parlamentari nella sfida sull’ora di religione, mentre la finanziaria viaggia verso il terzo mese di esercizio provvisorio, veramente arriviamo al punto di non capirci più nulla. Dei tre milioni di disoccupati di cui le forze politiche si disinteressano abbondantemente, cosa ne faremo? Da come si è lottato sull’ora di religione, come minimo avranno da farsi preti per trovare occupazione nell’insegnamento. Nella nostra Italia, oramai tanto povera da spendere 4.000 miliardi per ferie estere, la discussione politica tratta di Feste Religiose da equilibrare con Feste Civili, tutto diventa pubblica amministrazione, e scuola, e per far lavorare qualche migliaio di cittadini si inventano opere pubbliche come il ponte sullo Stretto di Messina quasi che il traforo del Gran Sasso non ci avesse insegnato nulla. Ma che esiste un settore primario che si chiama Agricoltura, un settore che ha tanti problemi, nessuno se ne accorge. Come nessuno sembra sapere che per fare investimenti si devono investire risorse, quelle stesse risorse che oggi buttiamo letteralmente dalla finestra delle importazioni agro-alimentari e petrolifere, due voci alle quali, basterebbe volerlo, potremmo dare dei consistenti tagli se ragionassimo in termini nuovi nella prima e in termini di agro-energia nella seconda.

Le previsioni degli economisti per i prossimi anni, ci danno due dati:

-        petrolio a basso costo;

-        eccedenze agricole europee in aumento.

Se alla fine del periodo delle vacche grasse non vogliamo trovarci in rovina, dobbiamo oggi vincere la tentazione di risbagliare tutto. E’ chiaro perché la storia ce lo insegna che il petrolio facile spinge l’espansione dell’industria, e quella italiana lo ha sempre fatto a scapito dell’agricoltura.

Così il rischio che corriamo oggi è duplice:

da un lato vedere i nostri agricoltori pagati per non produrre, dall’altro i consumatori italiani costretti a consumare le eccedenze provenienti da tutto il mondo e questo è veramente troppo! E allora ci domandiamo se questo è vero (come è vero), a che cosa servono i Piani Agricoli Pluriennali, i Piani Bieticoli e Zootecnici e tutte le altre eccellenti esercitazioni teoriche del Ministro Pandolfi, che mantiene però in piedi un’A.I.M.A. che, a prescindere dalle rendite di posizione che crea, serve solo come braccio operativo dell’industria per comprimere ed umiliare la produzione agricola.

Quanti disoccupati troveranno lavoro nell’A.I.M.A. e nel comparto agricolo, che con altre e ben più serie scelte avrebbe enormi potenzialità. Il mondo politico che ci governa si rende conto che la scienza in altri Paesi, ed anche in Italia, per fortuna, ha fatto passi impensabili solo qualche anno fa? Qualcuno che potrebbe farlo, ha indagato per sapere, al di là dei costi economici di lavorazione, quali benefici in termini occupazionali diretti ed indotti potrebbe avere la scelta dell’etanolo nell’agro-energia? Esiste nella famosa stanza dei bottoni qualcuno che sappia cosa significhino le bio-tecnologie, la chimica fine derivante dai carboidrati, le memorie organiche oggi già presenti nei computers? Da quello che si vede sembra proprio di no, e così mentre gli altri Paesi nel campo agricolo investono in termini di ricerca e di prospettiva, gli Italiani sono vittime della propria leggerezza che li fa assomigliare sempre più alle cicale delle favole. Se non vogliamo portare il Paese al fallimento e i nostri concittadini alla miseria, bisogna ripulire molti dei nostri livelli politici ed amministrativi dai managers incapaci. Dobbiamo semplificare per rendere comprensibile e valida la democrazia, creare un fronte unico per difendere i settori produttivi agricoltura, turismo ed industria per tentare di non far scivolare il nostro Paese verso il Terzo Mondo che è molto più vicino di quello che molti credono.

l'avevamo detto

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