POLITICI ROMANI SIETE CONTRO LE CASTE? DIMOSTRATELO CHIUDENDO IL CNEL di Paolo Casagrande

agosto 24, 2011 No Comments

A fronte dell’enormità del debito pubblico venti milioni di euro sono una minutaglia, ma con i tempi che corrono anche le minutaglie vanno combattute altrimenti con che coraggio si chiederanno sacrifici a famiglie e imprese? Parliamo allora del CNEL, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, un Ente predatore che sta abilmente scappando dalla tagliola degli Enti inutili voluta dal Ministro Calderoli, mantenendo il suo ricco cestino delle “merende” romane. Praticamente è un Centro Studi che ogni tanto sforna qualche relazione o parere del quale non tiene conto mai nessuno. Nella sostanza è uno degli Enti più inutili che ci sia ed è diventato semplicemente una sorta di cimitero degli elefanti per politici più o meno trombati, sindacalisti, rappresentanti delle associazioni dei datori di lavoro, insomma un “caregaio” utile solo a dare qualche poltroncina, e un po’ di stipendio, a qualcuno. Un organo che costa venti milioni di euro l’anno a noi contribuenti e non serve assolutamente a niente. Ma che nessuno vuole abolire, perché i partiti, i sindacati, le organizzazioni imprenditoriali ci mandano a svernare i loro vecchi affinché arrotondino le loro certamente non magre pensioni. In due parole CNEL si traduce in 121 consiglieri, che in 52 anni hanno preparato ben 11 proposte di legge nessuna delle quali è stata poi approvata. Il tutto con una spesa ordinaria di 18.270.000 euro annui per il 2011 utili a rimborsare con 4.896.000 euro gli organi istituzionali. Il solo ufficio di segreteria del Presidente costa 529.000 euro all’anno e per i giornali si spendono 65.000 euro. E dimenticavo per le collaborazioni nel 2011 si spenderà il 73% in più del 2010. Da quello che si sa ognuno dei 121 fortunati percepisce lira più lira meno duemilacentoquattro euro lordi al mese, con l’unico gravosissimo impegno di partecipare ogni trenta giorni, ad una riunione che solitamente si risolve entro le tre ore che tradotto in minuti fa più di 11 euro e mezzo ogni 60 secondi. Naturalmente a chi da anni si lamenta della inutilità di questo Ente viene risposto con supponenza che è un ente di rilevanza costituzionale. Di fatto il Consiglio, il cui presidente sarebbe, secondo alcune quantomeno folli interpretazioni, la quarta carica dello Stato in realtà non conta nulla, contribuisce solo, ma in modo determinante, alla produzione nazionale dell’aria fritta e vive tranquillamente anche se i suoi costosissimi pareri vengono ignorati con puntualità e sono utili solo ai bilanci dei librai e dei rilegatori. Come dicevo in premessa in oltre mezzo secolo di frenetica attività i consiglieri hanno faticosamente messo a punto ben undici leggi, alcune delle quali oggetto dell’ammirazione del popolo come quella sulle agevolazioni bancarie ai pescatori. Quindi considerando che il CNEL brucia poco meno di 20 milioni di euro l’anno, si può calcolare che in media ciascuno degli elaborati sia costato alle tasche dei contribuenti qualcosa come 100 milioni. E siccome nella gara della vita l’importante è partecipare, il motto del CNEL deve essere proprio questo non servo a nulla ma partecipo!!! Inutile, costoso, e degno figlio dell’arroganza di chi decide ancora oggi di mantenerlo in vita sta sempre lì, a villa Lubin, in un importante edificio nel centro di Villa Borghese che potrebbe rendere bei soldini se venduto a qualcuno che ne facesse un utilizzo migliore. Che il CNEL avrebbe fatto questa fine era abbastanza intuibile. Istituito nel 1948, è entrato in funzione solo dieci anni dopo, trasformandosi rapidamente in una riserva di caccia per burocrati fuorusciti dal bolscevico sistema nazionale delle relazioni industriali. E infatti il veterano è Raffaele Vanni, classe 1922, segretario della Uil negli anni settanta. Vanni s’è accomodato sul suo scranno alla prima consigliatura e grazie alla UIL non s’è mai più alzato. Ma la cosa che più lascia l’amaro in bocca è la procedura per il rinnovo del consiglio! Ci vogliono nove mesi e fa impallidire il manuale Cencelli. Si parte dalla presidenza del Consiglio che compila una griglia sulla base della rappresentatività delle diverse sigle più o meno note del mondo imprenditoriale, sindacale, artigianale, professionale e chi più ne ha più ne metta. Poi si attende che gli scontenti della spartizione presentino ricorso al Tar e che i giudici emettano un verdetto, come accade ogni tornata. Nel 2010 c’è stato un vero e propio diluvio di carte bollate per l’assegnazione di una decina di poltrone contese tra gli ”affamati” di tutti i settori. Un posto nel Pese dei Balocchi del CNEL fa gola a tutti. Ai consiglieri per l’assegno mensile, che sale che sale a 2.540 euro per i dodici presidenti di commissione e a 3.400 per i due vicepresidenti: tutti dotati di ufficio e tutti aventi diritto, ogni volta che vengono a Roma per una riunione del consiglio o di uno dei suoi organi a un cospicuo rimborso spese. E in più ricevono un’indennità giornaliera di missione di 112,00 euro niente servisse qualcosa non coperta dal rimborso. Ai dipendenti che non sono da meno. In una settantina costano di soli stipendi 3 milioni e 25 mila euro, cui vanno sommati 256 mila euro in ticket restaurant in salita del 39% rispetto al 2010, 676.000 euro per il Fondo di risultato (?) e le indennità dirigenziali e 292 mila euro tondi di straordinari che se sono vere le statistiche sulle presenze dovrebbero avanzare tutti!!! E poi c’è la cosa che nessuno dice ma che tutti sanno. Fa gola alle Organizzazioni perchè le Organizzazioni presenti al CNEL godono di privilegi anche legislativi. Ci sono molte norme che riservano alle sole Associazioni presenti nel CNEL la possibilità di inserirsi con proprie società nel mondo dei rapporti con la pubblica amministrazione in spregio a tutti i garanti sulla concorrenza dell’intera Galassia. Vuoi gestire il SISTRI ed ecco come per incanto che un DM dell’Ambiente lo riserva alle società il cui capitale è posseduto dalle Associazioni presenti nel CNEL. E allora perchè la signora Prestigiacomo parla tanto di abolizione del Sistri come un  regalo alle ecomafie? Non è stata forse Lei la prima che ha regalato la gestione ai soliti noti solo perché presenti al CNEL? Ma potremmo continuare all’infinito. Vuoi costituire un CAA? Stessa zuppa ma cucinata dal Ministero delle Politiche Agricole. Vuoi fare mille altre cose? Se non sei nel CNEL sei fuori. Esistono perfino finanziamenti riservati ad associazioni ma solo  a patto che siano nel CNEL. Finanziamenti per il solo fatto di esistere. Ma io mi chiedo al CNEL non si accede su richiesta? E se io pur avendo i requisiti non volessi entrare a far parte dello spreco costituzionale? Problemi miei perchè sarò penalizzato. Cari amici è arrivata l’ora di dire basta. Non basta la riduzione dei consiglieri e dei compensi previsti nella manovra. Serve dare un taglio netto. Nella riforma costituzionale che introduce il pareggio di bilancio mettiamo il dimezzamento dei parlamentari e la chiusura del CNEL. E i soldi risparmiati diamoli a chi li merita!!!

la politica con la p minuscola, ora basta per favore, sindacati agricoli

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